Home

Colloquio con Les Gold

Ebbene si. Ho fatto un colloquio con Les Gold.

Si, va bene, con uno che gli somiglia….però tantissimo eh!!

Per chi non lo sapesse Les Gold è il grande capo del banco dei pugni su D-MAX 😀 (a lato, una sua foto). Ero incerta sul mettere o non mettere questa foto, leslieperché gli somiglia talmente tanto che se leggesse qualcuno che lo conosce potrebbe capire che parlo di lui! È anche vero che somiglia moltissimo al mio vecchio titolare: destino crudele…

Il Les di cui parlo oggi è il titolare di una casa editrice, di uno studio di grafica e fotografia, di uno studio di avvocato, di un’agenzia recupero crediti, redattore di un giornale free distribuito in tutt’Italia (???), e da poco anche organizzatore di eventi. Tutto in un unico pacchetto. Tutto in un unico ufficio. Ma soprattutto…tutto in un unico uomo. E che uomo…

L’annuncio di lavoro riguardava un posto per collaborare a uno dei suoi progetti: non era specificato il nome dello studio, ma da alcune indicazioni riportate nell’annuncio, avevo tirato le mie conclusioni su quale potesse essere.

Mando il mio CV, con poche speranze se non altro perché risiedo a 70 Km di distanza, e perché offrivano dei mesi di stage, cosa che mi taglia automaticamente fuori vista la mia età (over 30). Invece mi chiamano. Fissano il colloquio per qualche giorno dopo, giusto in tempo che si venga a creare un imprevisto familiare che quasi mi impedisce di andare.

Leggi tutto Commenti (0)

Quello che “E SE IO…”

Anche detto “l’uomo del congiuntivo”, è solitamente un single, giovanotto, che ci tiene a precisare di essere “single per scelta” e che ogni occasione è buona per mettere in evidenza che lui da solo sta meglio di qualsiasi suo amico accoppiato, che non ha bisogno di una persona al suo fianco, che ha gusto, soldi, tempo libero…

Ce n’è uno in tutte le famiglie, in tutte le comitive, e di conseguenza ovviamente anche nei negozi. La versione che ho conosciuto io ha anche una caratteristica in più che rende il tutto più disarmante: il costante, recidivo, ai limiti del “cefaiappostaallora” arrivo in negozio alle 19.30…

Congy (abbr. l’uomo del congiuntivo), è entrato in negozio alle 19.30 di un giorno qualunque: alla sua vista, il direttore del negozio mi chiama subito al numero del mio interno per dirmi “se chiede di me io non ci sono…”. Oibò.
Eccolo là: ragazzotto, sulla quarantina, andamento lento e sguardo tra il sovrapensiero e il cantante neomelodico durante il pezzo drammatico. Mi aspettavo mi chiedesse del direttore, visto che ne era così sicuro lui stesso, e invece mi dice che voleva vedere un pò di cose, e aveva bisogno di un progetto. Dico a me stessa che tutto sommato non sembrava male: un tipo pacato…che c’è di male? (Ore 19.30).

Non l’avessi mai pensato….

-Lo accompagno all’interno dello showroom per fargli vedere un pò il tipo di prodotto che tratta il negozio, e nel tragitto gli chiedo un pò di cosa avesse bisogno, se aveva le piante con sè per dare un’occhiata nel dettaglio alle soluzione che potevano fare al caso suo…
Beh…
Dico solo che nell’aspettare le sue risposte a questo paio di domande, abbiamo finito il giro dei 1000mq.

Io: “Abbiamo questo, quest’altro…e poi questo..che si può fare così e cosà…Tu di cos’hai bisogno di preciso?”

Leggi tutto Commenti (0)

Colloquio con consiglio

Come non iniziare questa serie di racconti delle mie vicessitudini ai colloqui di lavoro, con il grande mastro..il vecchio e saggio ministro che dispensa consigli?!

Gennaio 2010 o giù di lì. Dopo due anni di esperienza in un posto che speravo dovesse essere “mio per sempre”, mi ritrovo CV alla mano e si ricomincia a cercare. Iscrizione a tutti i siti internet di ricerca lavoro possibili (pentita dopo 4 nanosecondi), stampa di indirizzi di aziende/studi che potevano interessarmi per tipologia e locazione, invio di CV anche via lettera (nel 2010 si usava ancora gente! Non fate quella faccia…), e passeggiata a piedi lungo la via delle agenzie interinali del paesotto vicino al mio, con malloppo di CV in mano da lasciare in ognuna.

Le agenzie…

Era il 2010, e allora si stava un pochinino meglio, tant’è che anche queste agenzie erano aperte al pubblico ad ogni orario, potevi lasciare il tuo CV anche cartaceo, e bene o male se eri fortunato riuscivi a fare una sottospecie di colloquio con quelle dolci e affascinanti donzelle che ci lavorano…

Da una di queste è partita la mia odissea.

Leggi tutto Commenti (2)

Quella che “IO LO SO CHE TU NON SAI…”

Le prime due volte che l’ho vista in negozio, è arrivata con una ragazzina che le camminava dietro a testa bassa e mezzo sorriso imbarazzato e lei impettita davanti con l’auricolare bluetooth (di cui vediamo una diapositiva esplicativa sulla tipologia di apparecchio).

cuffia-a-basso-costo1

Ogni volta girava per il negozio dritta come un fuso e veloce come un fulmine come se sapesse dove andare a guardare: la prima volta quasi l’ho rincorsa per raggiungerla, salutarla gentilmente e rendermi disponibile qualora avesse avuto bisogno di indicazioni. La seconda volta l’ho aspettata fino a quando ha finito il giro dei 2000mq (con quel passo 1 sec) e l’ho “acchiappata” al varco.

La chiameremo Miranda, come Miranda Priestly, del diavolo veste Prada: me l’ha troppo ricordata. Di conseguenza la ragazzina sarà Andy, la sua sfortunata collaboratrice.

1° volta.

Miranda: “non avete le cucine???”

Leggi tutto Commenti (0)