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Quella che “PORTO LA MIA AMICA, LEI SÌ CHE NE SA…”

Dal mio ufficio, per com’è posizionato rispetto al negozio, non vedo chi arriva, non vedo chi entra… posso solo sentire: la porta che si chiude, i passi, le voci. È divertente ogni volta “giocare” a indovinare le fisionomie, il tipo di cliente e soprattutto quello di cui può aver bisogno, prima di raggiungerli e vederli. A volte indovino, a volte no… ma ci sono volte in cui mi rendo conto che sarebbe stato impossibile riuscirci. Quello che racconto oggi è un caso di questi.

insegnPersonaggi principali: Rita Pavone (la cliente piccolina, frenetica, poco paziente, scattosa, euforica, e che deve comprare la cucina) e la Dott.ssa Marisa Ricci di College (l’amica che ne capisce….).

Sento la porta aprirsi e chiudersi, e a seguire il vociare di due signore. Una che dice “Quant’è bella questa lampada?! Ma sarà l’originale? – click click – non funziona! Vabbè, sarà finta. Anzi no, forse non è collegato il filo. Vedo dove va il filo… da qui… va qui, poi va qui…”: era una cliente alquanto irrequieta, interessata ai complementi di arredo. La sua amica, con fare serafico risponde alla sua prima domanda “No, ma certo che non è l’originale… si vede lontanto un chilometro”: era una cliente calma, tono maestrina.

Mi avvicino per riceverle, e sorridendo lancio il mio solito “Buongiorno! Benvenute! Posso aiutare?”

Rita, piccolina, con jeans, scarpe da ginnastica, taglio corto sbarazzino, chewingum, molleggiatissima, mi fa “Ciao! Siamo venute per una cucina” – ecco, ho perso – “Ho poco spazio, quindi so già che non mi ci va nulla, ma vorrei riuscire ad inserire comunque una composizione originale”, e mentre parla già zompetta verso la cucina più accessoriata, moderna e costosa che abbiamo in negozio. “Tipo questa… non ci andrà mai a casa mia”.

Io prendo fiato per dire “Ma anche se ha poco spazio non vuol dire che deve scegliere una cucina standard! Ce l’ha le misure che facciamo una prova?” ma la sua amica mi batte sul tempo, rivolgendosi a lei con voce composta, occhialino con catenella, e abitino da signora “Ma tu la puoi comporre come vuoi! Ci sono tanti pezzi a disposizione! Nei tuoi 3,10 metri entrano 5 pezzi da 60 cm”.

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Quello che “TU CUCINI E IO DECIDO”

Giugno 2012. Entra una coppia: ogni volta che ne vedo una entrare in negozio, penso ai primi insegnamenti del buon vecchio ex titolare (come direbbe il mio Gigione: un misto fra Califano e Les Gold): “se è una coppia giovane, è chiaro che sono ragazzi che andranno a convivere o si sposeranno, quindi basta conquistare lei…e il gioco è fatto. Se è una coppia grande, saranno sicuramente abituati all’arredamento di una volta, quindi non proporre mai qualcosa di tanto diverso premendo sul fatto che quello che hanno è fuori moda, perché si offendono. Mi raccomando punta sempre su di lei…Tanto è lei che decide. Lui, al massimo, paga!”

arnoldQuel giorno in negozio è entrata l’eccezione: lui che decide. Ma decide tutto. Decide la composizione della cucina, il materiale, gli elettrodomestici, e decide anche che sarà lei a cucinare. Non solo! Per tutta la progettazione, trattativa e vendita sostiene, in presenza di lei con mani strette fra le ginocchia e sguardo in basso:

“Io non ho voce in capitolo: tanto è lei che cucina. Alla fine sceglie lei. Io la consiglio solo perché io me ne intendo di un po’ di tutto, e invece lei no”.

Sarà…Ma d’ora in poi ti chiamerò Raniero. Fai un po’ te!

Un cinque alto alla modestia.

Si prevede un ottimo matrimonio basato sul rispetto e la comprensione. Ahhh, beata Fosca…

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