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Colloquio con David Zed

O anche pinguino, manichino, imbalsamato, che dir si voglia.

È uno dei primissimi colloqui, subito dopo essere stata costretta a lasciare il rutilante mondo del tirocinio: anno 2009.

David-ZedEra un periodo sicuramente più roseo dal punto di vista lavorativo (c’erano possibilità, magari poche, ma c’erano), tant’è che alle prime ricerche e ai primi invii di CV, corrispondevano quasi sempre almeno i colloqui.
Voglio raccontare uno di questi, che ricorderò sempre con “affetto” perché è stato il primo nel settore vendita in showroom, e perché mi ha permesso di conoscere Mr. David Zed (per la serie anche tu sei degli anni’80 se… ti ricordi di lui! 😀 ).

Negozio di arredamento (in realtà vendevano solo certi prodotti di arredo, ma non voglio specificare troppo). Un grande nome che è (o meglio, era) presente in tutt’Italia, punto vendita più o meno a 30 Km da casa mia, e il mio CV che rispondeva in pieno alle loro richieste: età massima 30 anni (allora ci rientravo… per un pelo, ma c’ero), anche prima esperienza, titolo di studio attinente.

Mi presento al colloquio con una grossa agitazione iniziata già da casa che mi ha portato per tutto il tragitto a macinare le scatole del mio consorte che aveva (mal) pensato di accompagnarmi.

Arrivo, entro in negozio e senza inoltrarmi troppo, inizio a cercare con lo sguardo chi mi aspettava per il colloquio. Nella mia visuale c’era una famigliola seduta su un divano con il bimbo che ci rimbalzava sopra e, seduto, un signore distinto, con un mega sorriso fiSSo (e notevolmente fiNTo) che discuteva con loro in merito alla scelta di un colore. Non c’erano altri venditori/venditrici. Aspetto di incrociare il suo sguardo.

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Colloquio con consiglio

Come non iniziare questa serie di racconti delle mie vicessitudini ai colloqui di lavoro, con il grande mastro..il vecchio e saggio ministro che dispensa consigli?!

Gennaio 2010 o giù di lì. Dopo due anni di esperienza in un posto che speravo dovesse essere “mio per sempre”, mi ritrovo CV alla mano e si ricomincia a cercare. Iscrizione a tutti i siti internet di ricerca lavoro possibili (pentita dopo 4 nanosecondi), stampa di indirizzi di aziende/studi che potevano interessarmi per tipologia e locazione, invio di CV anche via lettera (nel 2010 si usava ancora gente! Non fate quella faccia…), e passeggiata a piedi lungo la via delle agenzie interinali del paesotto vicino al mio, con malloppo di CV in mano da lasciare in ognuna.

Le agenzie…

Era il 2010, e allora si stava un pochinino meglio, tant’è che anche queste agenzie erano aperte al pubblico ad ogni orario, potevi lasciare il tuo CV anche cartaceo, e bene o male se eri fortunato riuscivi a fare una sottospecie di colloquio con quelle dolci e affascinanti donzelle che ci lavorano…

Da una di queste è partita la mia odissea.

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