Il mugugno ci salverà

E’ da (solo) un mese (quasi due ormai) che siamo qui.

Sì, sì lo so, ancora tutto è lecito, e mi è permesso di non sentirmi a mio agio con una lingua tutta di consonanti e “ssshhhh”.

Però, è strano e tanto tanto limitante: sembra di camminare con un vespino con il paravento tutto appannato che non fa vedere niente! Di sicuro l’obiettivo è di riuscire a spannarlo ben bene: certo che se questi qua mi complicano la vita appena mi metto in strada…

Germania – Nordrhein-Westfalen – Neuss.

Livello di tedesco: boh.

Secondo alcune scuole sono a livello 2, 3: ok, effettivamente non sono a zero ma sulla comunicazione decisamente sì.
La comunicazione è un’altra cosa. Saper comunicare va oltre: non c’è certificato che regge, e non c’è grammatica che ti salvi. Devi saper parlare.

E questo tipo di “sapienza” si impara qui, sbattendo davanti alle loro facce inespressive che potrebbero significare qualsiasi cosa: da “stai dicendo un pacco di cavolate” a “ti sto seguendo, vai avanti”, o “bla bla bla ma quando finisce questo”

Pian piano però scopri che:

  • ci sono le frasi jolly, le frasi che si ripetono, e a furia di sentirle, le ripeti anche tu: sì. Ovviamente non vanno bene sempre, e via di figuracce! Collezione iniziata.
  • non ti interrompono perchè sono abituati ad aspettare di intervenire quando l’interlocutore ha completato il discorso: emozione…
  • non amano che gli si parli in inglese, perchè quasi mai lo sanno!
  • comunicano via posta come da noi negli anni 90, non perchè son antichi, ma perchè vogliono controllare se dici la verità.
  • quando li incontri per strada che fanno jogging, o in bici, o a passeggio, cercano di incrociare il tuo sguardo per salutarti, e persino con un sorriso! O per ringraziare se ti sei spostato per farlo passare più liberamente con la bici. Emozione n.2

Ecco. Una cosa mi manca di capire: perchè gli uffici, le aziende, si ostinano a voler comunicare via telefono? Nell’epoca della PEC, e delle videoconferenze con Singapore e NewYork, perchè il tedesco vuole la telefonata? Tanto da rispondere alla mia mail di richiesta di informazioni: “ci chiami al…”

Perchè? Soprattutto se ti scrivo per documenti necessari a me che sono appena arrivata o peggio ancora, se ti chiedo info per un corso di lingua…perchè? Perchè chiedermi di parlarne al telefono? Davvero è difficile da immaginare la difficoltà per uno straniero, di parlare dietro una cornetta?

In attesa di scoprirlo mi aggrappo alla mia salvezza del momento: il  mugugno. Istituirò il partito del mugugno. Altro che gesticolare, imitare azioni, no…noooo…Basta mugugnare!!!

Il tutto accompagnato da un sorriso accogliente, e via così! Quante situazioni imbarazzanti in ascensore ho salvato (credo io. Shhht, lasciatemelo credere)! Il vicino si sta avvicinando e gli tieni la porta aperta: ti ringrazia, gli rispondi. Dice qualcos’altro e tu ciancichi una supercazzola: l’ascensore arriva. Esci e “Tschuuuuuuss” (mi raccomando la u bella lunga).

Non importa se avrà capito, tanto nemmeno tu hai capito nulla. Però la tua autostima si sente meglio ed è pronta ad affrontare le mille figuracce che ti aspettano al supermercato, o negli uffici.

Eh sì, perchè il mugugno non ti salva proprio da tutto: ci vorrebbe il potere di diventare trasparenti, ma mi sa che per arrivare a questo ci vuole ancora un po’.

Tedesco nun te temo!

 


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