Pssst! Ehi, tu! Ne capisci?

Difficile posizionare questo articolo. In teoria non farebbe parte di nessuna delle sezioni a disposizione, ma lo inserisco qui dove si parla di clienti “speciali”, anche se stavolta anch’io ero cliente.

Supermercato, reparto frutta.

Come al solito ero andata per prendere una cosa soltanto, ma tempo di entrare e attraversare due, tre corsie che già sembravo un giocoloriere alle prime armi.
Busta di latte, barattolo di marmellata, busta di insalata, due sacchetti di surgelati… tutto di diverso peso e di diversa forma. E dovevo ancora prendere la confezione di fette biscottate, motivo per cui ero andata a far la spesa.
Mi trovavo al reparto verdure dopo aver preso l’insalata e mi fermo a pensare a come incastrare tutto al meglio per poter anche aggiungere, alla piramide di prodotti che già avevo nelle braccia, la confezione maxi di fette: inconsciamente lo faccio guardando le cassette di mele. Forse in cuor mio speravo che qualche Melinda mi potesse aiutare?
In quel momento sento una voce “Oh, te ne intendi?”

Oh, signur! La voce di Melinda? Paura! Sgrano gli occhi per capire se fossi impazzita, e nel frattempo “Che dici? Eh? Che dici?”

Mi guardo attorno e vicino a me c’era una signora intenta a toccare tutti i pomodori mugugnando qualcosa; dall’altra parte un uomo appoggiato al carrello che scorreva il dito sul suo smartphone. Dietro di me, nessuno. Alla mia sinistra una ragazza intenta a scrutare un ananas, e intorno a lei due bimbi che si rincorrevano.

Oibò. Sarà stata una mia impressione…

“Boh, io non ci capisco un -biiip- ! Tu li hai mai comprati?” e questa volta, grazie alla frase più lunga, faccio in tempo a girarmi e scoprire da dove arrivava quella voce. A dire la verità, avevo ancora il dubbio fosse l’ananas a parlare, visto che la ragazza continuava ad avere la testa bassa appiccicata al frutto come il geometra Filini.

“Dici a me?” faccio io. Lei, porgendomi l’ananas “Sì! Tu ne capisci? Stasera ho degli invitati e volevo presentare anche delle fette di ananas, perché, sai, è fresca, fa bene, poi a fine cena ci sta bene perché sgrassa! Sì, beh, non è che faccio una cena unta e grassa, eh! Capirai, c’è pure mia suocera! Pppfh! Però un po’ di ananas ci vuole. A me piace tanto. Oh, poi se agli altri non piace semmai lo mangio io, che vuoi che sia! Però non voglio fare brutta figura! Te ne capisci?”

Tutto d’un fiato, senza un punto. Una ola ai polmoni di questa ragazza!

[All’ennesimo “Te ne capisci?”, è stato inevitabile per me pensare al nonno multimediale del buon Paolantoni dei miei cari anni ’90 (a fine articolo ho inserito un video per i più giovani, o per i vecchietti come me che hanno voglia di rivederselo)].

“Ah… ehm… nemmeno io ne capisco un granché, ma mi sembra che bisogna premere sotto. Se senti molle, è troppo matura”.

“Aiutami, vieni qui”.

Io? Ma, veramente ho una piramide di prodotti in mano che quasi manco ti vedo: come faccio a spunzecchiare i tuoi ananas? Lei forse capisce dal mio sguardo e aggiunge “Vuoi che ti aiuto a reggere qualcosa?”

“No no, grazie! Prendi tu gli ananas visto che hai anche il guanto. Prova a toccarli, così li vediamo insieme, se vuoi!” E, senza farmi vedere nulla, inizia velocissima a dire “Questo è duro, questo pure, questo pure…” Mi viene da ridere e lei me ne porge uno a due centimetri dal naso “Vedi? Vedi? Che dici?” girandolo di continuo. Indietreggio e dico “Perfetto!” (e chi l’ha visto!).

Va diretta verso la bilancia, e io la aspetto. Pesa, prende l’etichetta, la appiccica e… se ne va con i pargoli intorno che ancora correvano come schegge impazzite.

Ok. Vado a prendere le fette biscottate va…

 

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PS – Ecco il video.

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IMPORTANTE: Nessun cliente è stato maltrattato o ferito durante questo racconto. È e rimane solo un racconto, per condividere il punto di vista di chi sta dall'altra parte della scrivania: il cliente ha sempre ragione, ma a volte questa frase viene presa un pochettino troppo in parola...ed io ci scherzo su.

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