Quello che “AH! MA QUINDI NON POSSO…?”

Qui solitamente mi scatta il “Ma dici davvero o mi stai prendendo in giro?!”

Ce ne sono diverse versioni, e qui ne riporterò solo alcune tra le più eclatanti.

Negozio vicino al mare. Estate. Tempo di clienti che,  di ritorno dal mare,  entrano a farsi un giro in negozio, con le ciabatte piene di sabbia e la pelle ancora unta di crema solare.

Ma… ma…. ma…. p@#* mis#@^… sssgrunt!

No, non è invidia: è più… voglia di qualcosa di rispettoso. Ecco.

Tipo, avere cura di non sedersi sul divano in tessuto con la crema solare ancora addosso, o non 14calpestare i tappeti pelosoni con le ciabatte insabbiate, o non sdraiarsi sopra i tavoli in vetro poggiando le braccia unte, o non andare in bagno a pulire i piedi del bambino (considerando che anche quelli della mamma, ovviamente, non sono tanto puliti).

Chiedo troppo??? Por favooor!!!

Sono troppo bacchettona???

L’estate è anche tempo di clienti in ferie, che giustamente hanno finalmente tempo di farsi un giro con calma per valutare se comprare, cosa comprare, come ristrutturare, dove risparmiare, ecc. Noi ci siamo e siamo completamente a disposizione di tutti. Anche di quelli con le ciabatte insabbiate, ovviamente! 😀

Di questa categoria sembrava far parte anche la coppia di cui voglio parlare questa volta.

Coppia giovan…ile. Abbronzati, modaioli, entrano ridendo tra di loro e sorridendo a noi: “Wow, che bello!” Iniziano a gironzolare per il negozio, e ben presto li perdo di vista. Ma li sento.

– Bum bam bum – “ahahahahah” – buuuuum – “uhahauahhaua” –

Incuriosita e anche un po’ preoccupata, con la scusa di andare in magazzino a controllare qualcosa, mi faccio un giro nella mostra e scopro il perché di quei rumori: lui sdraiato sul fianco con la mano a sorreggere la testa (tipo spiaggia) sul divanone in pelle in esposizione e la sua lei che gli scattava foto. A giudicare dal tonfo che aveva preceduto questa immagine, il signorino si era letteralmente tuffato sul divano…probabilmente così:

Qin Kai of China perform during preliminary round of men's 3m springboard diving event at 14th FINA World Championships in Shangha

Lo chiameremo sig. Cagnotto. Mi sembra giusto.

Quindi la scena: lui sdraiato sul divano…lei tipo reporter di moda e io che, quatta quatta, sbuco fuori.

Il sig. Cagnotto, sorridendo: “Stiamo facendo qualche foto”

Eh, me ne sono accorta, grazie…

La sig.ra Cagnotto prosegue: “C’è qualche problema?”

No no, figurati, perché non sali un po’ in piedi sul tavolino per fare qualche foto da una prospettiva diversa?! Aspetta che vado a prenderti il bambino di quest’altro articolo Mmmfh…

Prendo fiato e rispondo: “Beh, a parte le scarpe sul divano e il rischio di rovinare la merce saltandoci sopra, no, nessun Non ci sono problemi – ostentando un sorriso – ! Ma scusate la curiosità: è un servizio fotografico oppure è un modo simpatico per memorizzare la merce in mostra e ricordare i prezzi? ”

Il sig. Cagnotto, rimanendo bellamente sdraiato: “La prima!”

La sig.ra Cagnotto prosegue: “Dovevamo chiedere il permesso?”

Io: “Beh, magari potevate avvisarmi: avrei tolto i prezzi, potevamo organizzare degli spazi, potevo indicarvi dove si poteva andare, e dove no…”

La sig.ra Cagnotto, infastidita, mentre lui finalmente si tira su: “Ah, ma quindi davvero non possiamo?”

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Ma che lingua sto parlando? Cosa ho detto di strano? No, perché siamo abituati a pensare che è sempre l’altro che non capisce, ma non é mica detto!! Potrei essere io: facile che lo sia! Magari mi esprimo male, magari penso di avere buon senso e in realtà non ce l’ho…

La sig.ra Cagnotto incalza: “Eh, ma non c’è scritto da nessuna parte! Almeno all’IKEA già all’ingresso c’è l’adesivo con il divieto di fare foto, ma qui non c’è, quindi significa che si è liberi di scattarle!”

Io: “Ehm… Sì signora, infatti, come le dicevo, non c’è problema che lei scatti foto. Dico solo che (siccome è un negozio e non è un lungomare) sarebbe il caso di fare attenzione perché la merce è da esposizione e che, se mi avesse avvisato, ci saremmo organizzati affinchè lei avrebbe potuto fare foto senza problemi seguendo le mie indicazioni sul dove si può e dove no, e anche senza subire il “fastidio” degli altri clienti che avrebbero potuto disturbarla durante le foto…” (paraculaggine, elegance level)

La sig.ra Cagnotto tace. Il sig. Cagnotto esordisce: “Comunque il divano è molto comodo!”, sorride. Ricambio il sorriso dicendo: “Bene! A proposito, posso anche aiutarvi in qualche modo? Avete bisogno di qualcosa, oltre alle foto?”

Il sig. Cagnotto (con espressione tipo montezemolo-ansa-258“No no, grazie non ho spicci da darti” o “No no, mia moglie è allergica alle rose”) mi dice: “No no, grazie! Solo le foto! Arrivederci”.

Beato e sorridente se ne va, mentre la moglie lo raggiunge zompettando, ridendo e borbottando a bassa voce. Una bella risata fragorosa prima di uscire dal negozio, e poi via.

Io sto ancora cercando le mie braccia. Saranno finite sotto al divano? Qualcuno le ha viste?

Bah…


IMPORTANTE: Nessun cliente è stato maltrattato o ferito durante questo racconto. È e rimane solo un racconto, per condividere il punto di vista di chi sta dall'altra parte della scrivania: il cliente ha sempre ragione, ma a volte questa frase viene presa un pochettino troppo in parola...ed io ci scherzo su.

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