B&B da Alberto Angela…

…o da controllore di volo, se preferite. In altre parole, un titolare del B&B con la gestualità talmente accentuata (e soprattutto inutile) da rischiare lo schiaffone ad ogni movimento.

Ormai siamo a giugno, c’è aria di vacanze (almeno quella, visto che soldi per viverne realmente non ce ne sono. Suvvia! Bicchiere mezzo pieno!). Quale miglior momento per aprire il capitolo “gite fuori porta da ricordare”?
Sì, certo, per la compagnia, per i monumenti visitati, per il divertimento, ma in questo caso soprattutto per i personaggi incontrati.

Oggi c’è “Alberto Angela”, da immaginare come nella parodia di Neri Marcorè
(qui sotto un esempio)

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Il B&B si trova a Roma, in una zona bellissima vicino al Vaticano. La scelta inizialmente è stata fatta sulla base della posizione geografica e del prezzo. Dopo aver conosciuto lui abbiamo capito che non avremmo potuto fare scelta migliore: un ragazzotto che ricordava Alberto Angela anche esteticamente, e che ci ha descritto la zona e le possibilità che questa ci avrebbe offerto nei vari momenti della giornata. Come mai avevo visto.

Piccola premessa: sarà difficilissimo descrivere questi momenti visto che sono tutti conditi di gestualità piuttosto che parole, ma ci proverò. Merita.

Arriviamo all’indirizzo indicato e lui ci viene ad accogliere davanti al palazzo uscendo da un portone grandissimo.

Parte lo show.

Voce impostata tipo speaker radiofonico anni ’80 e intonazione modello “cometinterpretolaguidaturistica” foto-guidaturistica1

“Benvenuti ragazzi! Siamo in Via Tal dei Tali e precisamente a 5 minuti a piedi dal Vaticano” – solleva le braccia piegate contemporaneamente e le abbassa portandole dritte davanti a lui (modello hostess che indica le uscite di sicurezza) per indicarci la direzione in cui potevamo trovare il Vaticano.

“Quindi la piazza, i musei Vaticani, la chiesa… 5 minuti anche da Castel Sant’Angelo e Piazza Navona” – ad ogni monumento corrisponde un movimento di braccia ad indicare la direzione, ovviamente.

“Siamo anche nella zona Tal dei Tali, a tot Km da Piazza di Spagna” – stacca un braccio e lo porta dietro di lui girandosi parallamente alla strada sempre con il dito puntato.

“Siamo a tot Km da Piazza del Popolo” – ruota il braccio verso destra abbassando l’altro.

Prosegue così per un po’, indicandoci qualsiasi cosa. A fatica riesco a trattenere le risate, ma devo ammettere che è stato talmente coinvolgente nel suo buffo modo di presentarsi che ad ogni suo “sbracciamento” io lo seguivo con lo sguardo ipnotizzato proprio come una guida turistica al museo. Un grande.

Ora ci invita ad entrare, ovviamente indicando con la stessa enfasi di prima la direzione verso cui dovevamo andare, ovvero 4 cm da noi, attraversando il portone da cui era uscito lui.

Ormai era inevitabile non pensare al mitico Stan di Monkey Island durante la trattativa con Guybrush, e di conseguenza sempre più difficile non ridere (ecco un estratto per chi non sa chi sia Stan o Monkey Island)

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“Ora vi spiegherò come funziona nel mio B&B” – indicando il portone con entrambi le mani e la braccia tese unite come un tennista quando impugna la sua racchetta per schiacciare la palla in faccia all’avversario.

“Questo portone deve sempre rimanere aperto, anche di notte perchè il portiere non c’è”

Mentre parlava abbiamo superato la porta e di fronte a noi, alla fine di una breve ma enorme galleria che conduceva verso il cortile del palazzo, un altro portone ma in vetro e chiuso.
Ci fermiamo sotto questa galleria e lui nel momento stesso in cui cita il portiere, ci invita a girare lo sguardo per guardare la postazione del portiere di giorno, indicandocela con braccio teso e dito puntato.

Si gira e indica il portone in vetro.

“Questo invece DEVE rimanere chiuso, proprio perché l’altro rimane sempre aperto. La sicurezza è garantita da questa…” – e zaaac! Tira fuori dalla tasca una tessera magnetica come un arbitro il suo cartellino giallo.

“La si prende in questo modo, con due dita e avendo cura che la banda magnetica rimanga sotto, quindi non così” – girando lentamente la tessera da un verso – “ma così” – girando la tessera nel verso opposto.
meme-nicolas-cage

“La poggiate sopra questo strumento, che serve per leggere la tessera, e sentirete un rumore: vuol dire che l’avete posizionato bene e la porta si apre. Ora la richiudiamo e provate ad aprirla voi”. – e ci porge la tessera.

“Prego! Mi raccomando la banda magnetica di sotto…”

Riesco nell’impresa e lui annuisce soddisfatto. Ditemi che è una candid camera, vi prego! Purtroppo no. E prosegue. Entriamo nel grande cortile e ricomincia ad indicare: piega a sè le due braccia e le distende lateralmente con entrambe gli indici ben distesi a indicare due punti opposti tra loro

“Qui e qui ci sono le uscite. Oltre a quella da cui siamo entrati” – la indica e abbassa l’altro braccio.

“C’è l’altra uguale”– abbassa l’altro braccio e risolleva l’altro) – “per la quale vale lo stesso criterio che deve sempre rimanere aperta la notte, a differenza del secondo portone in vetro che potrete aprire con la stessa tessera magnetica”

Suspense…

“Ma non ve la faccio provare ad aprire che tanto è uguale!”

Fiuuuu!

– “O volete provare?”
– “No no”.

Proseguiamo.

“La scala che dovete salire è questa” – indicando con la mano morbida, tipo invito con inchino – “quindi, mi raccomando, la prima a sinistra appena entrate nel cortile” – indicando a braccio teso la sinistra e poi piegando le braccia a sè con i pollici tesi per indicare la porta chiusa alle spalle.

“Salite!”

Saliamo.

“Il portone è questo e si apre tramite questa serratura e con queste chiavi” – ma ditemi che è una candid camera, vi pregooooo – “in questo modo”.

Prende le chiavi, ne sceglie una e ce la mostra come una moneta di altri tempi, la prende con due dita e si avvicina alla serratura

“Mettete la chiave con la parte seghettata verso il basso, quindi così, e non così” – ruotando la chiave sottosopra e facendoci vedere che entrava solo in un modo. La rimette dal lato giusto e prosegue.
“La spingete dentro fino in fondo e poi ruotate a destra, in questo modo” – e piaaaaano piano gira la chiave guardandoci in faccia per capire se stavamo seguendo e tutto ciò non fosse troppo difficile.

Apre. Richiude. Ci porge la chiave.

“Ora provate voi”

Auhauhauhauhauhauahuah…ma daiiiiiii!!!! A questo punto penso proprio di aver riso e forse mi son pure guardata in giro per vedere qualche telecamera. D’altronde siamo a Roma, visto mai che ci troviamo in un set, in qualche scenetta, qualche promo, uno spot per il B&B…chissà! Prendiamo ‘sta chiave e apriamo.

“Ottimo”

E ce mancherebbe, angelo mio…

Entriamo. Il B&B è carinissimo, e seppur con 3-4 camere (come tipicamente è un B&B), lui ha messo i numeri nelle stanze. Come fosse un albergo.

“Questa è la vostra stanza e queste sono le chiavi”

Ci lascia il suo numero di telefono, ci dice che la colazione è dalle 7 alle 9 e dopo dei saluti degni di un presentatore di altri tempi, se ne va.

Un mito.

Cosa abbiamo fatto noi la prima sera che siamo usciti??? Abbiamo chiuso il portone grande, bloccando l’accesso dalla via principale al condominio per tutta la notte. Due miti…
Per fortuna c’era la seconda entrata, ma per assicurarci fosse così corriamo subito a vedere girando intorno al palazzo e pregando che l’altro portone, seppur rivolto verso una via secondaria, fosse aperto. Giriamo l’angolo e in mezzo alla strada, nella penombra, vediamo un ragazzo che camminava a testa bassa, un po’ barcollando, e fumando una sigaretta.

“Ma è lui???!!!” :O :O

Ci siamo gelati.

– “Ciao!”
– “Ciao ragazzi! Tutto bene?”
– “Ehm… sì sì, tutto bene! Passavamo di qui per vedere se la porta qui sul retro fosse aperta, perché l’altra è chiusa!”
– “Oh, che strano! Lo sanno tutti che non bisogna chiuderla perché si apre solo dall’interno… Ragazzi, comunque se avete bisogno di qualsiasi cosa, chiamatemi pure a qualsiasi ora. Abito qui vicino e vengo subito”
– “Grazie mille”

Ci saluta e se ne va nella nebbia del fumo della sua sigaretta. Aveva perso tutta l’impostazione della mattina ed era diventato un melanconico giovane sognatore un po’ artista che vaga nella notte…
Sono sempre più convinta che quello che abbiamo sentito la mattina fosse un disco registrato. Si si si.

La prossima volta che andremo a Roma, torneremo da lui senza dubbio.

Se vi ho incuriosito, scrivetemi che vi dò nome e indirizzo 😀 . Merita!


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