Quello che “TU CUCINI E IO DECIDO”

Giugno 2012. Entra una coppia: ogni volta che ne vedo una entrare in negozio, penso ai primi insegnamenti del buon vecchio ex titolare (come direbbe il mio Gigione: un misto fra Califano e Les Gold): “se è una coppia giovane, è chiaro che sono ragazzi che andranno a convivere o si sposeranno, quindi basta conquistare lei…e il gioco è fatto. Se è una coppia grande, saranno sicuramente abituati all’arredamento di una volta, quindi non proporre mai qualcosa di tanto diverso premendo sul fatto che quello che hanno è fuori moda, perché si offendono. Mi raccomando punta sempre su di lei…Tanto è lei che decide. Lui, al massimo, paga!”

arnoldQuel giorno in negozio è entrata l’eccezione: lui che decide. Ma decide tutto. Decide la composizione della cucina, il materiale, gli elettrodomestici, e decide anche che sarà lei a cucinare. Non solo! Per tutta la progettazione, trattativa e vendita sostiene, in presenza di lei con mani strette fra le ginocchia e sguardo in basso:

“Io non ho voce in capitolo: tanto è lei che cucina. Alla fine sceglie lei. Io la consiglio solo perché io me ne intendo di un po’ di tutto, e invece lei no”.

Sarà…Ma d’ora in poi ti chiamerò Raniero. Fai un po’ te!

Un cinque alto alla modestia.

Si prevede un ottimo matrimonio basato sul rispetto e la comprensione. Ahhh, beata Fosca…

Scopro subito il motivo per cui Raniero se ne intende di tutto: è perché è un idraulico, perché ha lavorato nelle cucine di un sacco di gente e perché molti amici loro si erano sposati nell’ultimo anno e Raniero ne ha viste di tutti i colori. Intervengo con un innocente e ingenuo “beh, ma quelli li avrà visti pure lei!” (indicando la sua futura sposa, lì presente, ma come se parlassimo di lei assente).
Raniero: “Sì, ma lei non ha il mio stesso occhio”.

Ah, scusa.

Raniero: “Secondo me è più bella questa qui con la cornice, ma se a te piace questa liscia che dici che si pulisce meglio…” guardandomi con sguardo che ricerca approvazione e che dice “diglielo anche tu, ma diglielo con tatto, che sennò poveretta…”
Io colgo l’occasione al volo, sostenendo di essere dalla parte di lei.
Raniero “Aaah, due donne contro di me. Chissà quanti uomini vorrebbero essere al mio posto!”

solletico

Ah ah ah, che risate…

E comunque ero davvero dalla parte di lei: sorvolando sulla sua battutona da piacione, gli spiego che la cornice in un’anta da cucina (soprattutto una evidente e sporgente come quella che piaceva a lui) può effettivamente essere più soggetta al depositarsi della polvere. Ovviamente se a uno piace, si passa sopra a tutto, ma non si può dire che sia più pratica…tutto qui.

Raniero: “Vabbè, tanto spolvera lei!! Ah ah ah! Vero, amore?” Fosca rimane in silenzio. Non so come abbia fatto. E come abbia fatto io a mantenere la calma…

Quale cucina hanno acquistato poi? Quella con la cornice…

E gli elettrodomestici?
Raniero: “Aaah, li voglio di questa marca e voglio che i fornelli siano in vetro e così e così”
Mi rivolgo a Fosca: “A te va bene?”
Fosca: “Sì sì!”.
Non mi ha convinto per niente e subito lui: “Amore, li ho visti a casa di un cliente. Sono bellissimi! Però voglio quello con quest’accessorio e quest’altro, eh!”.

E gli accessori?
Fosca: “A me piace quel pezzo che si tira fuori come un carrello che ci metto l’olio e le spezie”;
Raniero, guardandola stupito: “Amore, ma quegli accessori servono per mettere le bottiglie dell’acqua! Anzi, se proprio la vuoi, dobbiamo metterla grande perché ci devono entrare tutte e sei le bottiglie di una confezione! Ti ricordi? Come ce l’ho io a casa! È comodo, no?”
Fosca: “Ma se l’acqua la mettiamo nel ripostiglio lì di fianco?” stare-zitti-di-proposito
Raniero: “Ma amore, vuoi mettere ad averla a portata di mano?! Tu dici così perchè vuoi mandare me ogni volta a prendere la bottiglia nuova che poi dici che pesa, vero? No no, dai, è più comodo come ce l’ho io a casa. Le spezie e l’olio le mettiamo nel ripostiglio che in cucina rischiano di sporcare…”

Sì sì, ma non vi preoccupate della mia presenza…fate fate fate fate, mi sento solo un pochettino in imbarazzo. Non vi preoccupate…

Zitta, LaGio…

Fosca: “Va bene…E i faretti sotto ai pensili? Quelli li vorrei! Sono comodi per quando cucino!!”
Raniero: “Ma amore, avrai le luci sotto la cappa!” E poi guardando me: “No?”

Taci, LaGio…

Shhh…

Raniero continua:” Ah, il lavello a una sola vasca grande, mi raccomando!”
Fosca: “Ma a me piace che ci sia un base di appoggio di fianco!”
Raniero, ridendo e scuotendo la testa: “Nooo…ma che te ne fai? Li metti in lavastoviglie, no? E poi li metti nello scolapiatti! Metti la vasca grande…”

Respira, LaGio, respira…

Diciamo che ormai ero diventata come un’addetta al censimento: facevo le domande, segnavo le risposte e ciao.

Moltiplicare quanto letto finora per 4 mesi di incontri, agosto compreso…

Qualche giorno dopo la firma del contratto, si presenta inaspettatamente lei da sola in negozio: “Senti, faccio ancora in tempo a cambiare qualcosa?” E io “Sì, certo. Dimmi” Allora lei mi dice: “Quel cestello estraibile grande, me lo sostituisci con due piccoli?” :O :O :O :O
“E lui è d’accordo?”
Fosca: “Non lo sa e lo scoprirà quando arriverà la cucina. Ci penso io a lui…”

 


IMPORTANTE: Nessun cliente è stato maltrattato o ferito durante questo racconto. È e rimane solo un racconto, per condividere il punto di vista di chi sta dall'altra parte della scrivania: il cliente ha sempre ragione, ma a volte questa frase viene presa un pochettino troppo in parola...ed io ci scherzo su.

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