Colloquio con Les Gold

Ebbene si. Ho fatto un colloquio con Les Gold.

Si, va bene, con uno che gli somiglia….però tantissimo eh!!

Per chi non lo sapesse Les Gold è il grande capo del banco dei pugni su D-MAX 😀 (a lato, una sua foto). Ero incerta sul mettere o non mettere questa foto, leslieperché gli somiglia talmente tanto che se leggesse qualcuno che lo conosce potrebbe capire che parlo di lui! È anche vero che somiglia moltissimo al mio vecchio titolare: destino crudele…

Il Les di cui parlo oggi è il titolare di una casa editrice, di uno studio di grafica e fotografia, di uno studio di avvocato, di un’agenzia recupero crediti, redattore di un giornale free distribuito in tutt’Italia (???), e da  poco anche organizzatore di eventi. Tutto in un unico pacchetto. Tutto in un unico ufficio. Ma soprattutto…tutto in un unico uomo. E che uomo…

L’annuncio di lavoro riguardava un posto per collaborare a uno dei suoi progetti: non era specificato il nome dello studio, ma da alcune indicazioni  riportate nell’annuncio, avevo tirato le mie conclusioni su quale potesse essere.

Mando il mio CV, con poche speranze se non altro perché risiedo a 70 Km di distanza, e perché offrivano dei mesi di stage, cosa che mi taglia automaticamente fuori vista la mia età (over 30). Invece mi chiamano. Fissano il colloquio per qualche giorno dopo, giusto in tempo che si venga a creare un imprevisto familiare che quasi mi impedisce di andare. Invece alla fine riesco, ma all’ultimo secondo: vista la strada che dovevo fare, mentre mi butto in viaggio, chiamo per avvisare che avrei potuto tardare qualche minuto. È una cosa bruttissima da fare ad un colloquio, ma ormai era inevitabile che arrivassi tardi e se non avessi avvisato sarebbe stato sicuramente peggio. A proposito di “peggio”: dopo tutta questa cura del dettaglio per fare una buona figura, andiamo al momento successivo. Chiamo. “Pronto?” dice una voce femminile dall’altra parte del telefono: sarà che mi aspettavo una frase più lunga che comprendesse il nome dell’azienda, sarà che ero tutta agitata per il ritardo e l’imbarazzo di dover avvisare per questo, decido di assicurarmi di non aver sbagliato numero chiedendo io se fosse l’ufficio giusto. Attenzione che, come anticipavo, quale fosse l’ufficio in questione io l’avevo “dedotto” da alcuni dati, ma non ne avevo la certezza. Ecco quindi la nostra eroina (la sottoscritta) che se ne esce con un bel “Salve, ufficio Taldeitali?” e dall’altra parte il gelo. Poi prosegue “Ehm, no…qui è Caioesempronio….”

buca1DIMMI

CHE

NON

È

VERO

Datemi una pala, please….

In un nanosecondo, dopo aver fatto tutto il ragionamento del se fosse meglio telefonare o no, se subito o all’ultimo minuto, ecc. ecc., mi stampo una delle figure meschine più meschine che ricordo di aver combinato.

E’ come entrare in un ristorante per chiedere indicazioni per un altro ristorante.

E’ come andare alla Pepsi chiedendo una CocaCola.

E’ come andare a fare il colloquio in un’azienda e chiamare cercando il nome della diretta concorrente….appunto.

Ormai la frittata era fatta, e proseguo con fintissima nonchalance “Ah si, beh io sono Blablabla, sto venendo per il colloquio e volevo avvisare che potrei tardare qualche minuto”. Nella mia testa il pensiero che avrà fatto la mia interlocutrice: “Due figure di melma in una telefonata sola! Complimenti bella mia. Ti conviene girare direttamente e tornartene a casa”. Invece mi risponde che non c’era problema. Sì beh e allora starà preparando la botola degli inutili che si apre con il pulsante rosso sotto la sua scrivania appena entro in ufficio: me lo sento.

Arrivo. Nemmeno troppo in ritardo in fin dei conti…meno di 10 minuti.

Hardcore-Pawn_Gold_1All’indirizzo trovo una palazzina residenziale: la via corrisponde, il civico pure. Perplessa, scendo dalla macchina, mi avvicino al campanello e trovo la conferma. Quindi suono e salgo. Praticamente un condominio. Un appartamento del condominio. Anche la mobilia era casalinga. Anche il pavimento, i muri, l’appendiabiti…Tanto che ho pensato fosse, oltre a tutto quanto ho scritto prima, anche casa sua!

Entro e mi riceve subito Les, super abbronzato e con quella sua camicia fina tanto aperta al punto che…si vedeva tutto. “Aaah, lei è quella che cercava la concorrenza??” Ecco. Bene. Grazie di tutto. Io me ne andrei…(giusto per parafrasare ancora il buon Claudione Baglioni).

La segretaria interviene indicandomi di seguirla nel suo ufficio per fare il colloquio con lei e avvisandomi che poi avrei fatto un test per verificare le mie effettive mie conoscenze informatiche. Apperò. Bene. Entro a fare il colloquio: la ragazza mi spiega un po’ in cosa consiste il loro lavoro, e cosa avrei dovuto fare io. Mi dice che avrei fatto 3 mesi di stage gratuito “lo dice la legge” . Io intervengo “se non erro quella legge è cambiata…ci dovrebbe essere un minimo obbligatorio”. Lei: “Non so, ma noi non paghiamo. Se poi vediamo che produci e sei utile possiamo parlare di rimborso spese e poi alla fine dello stage si vede e si valuta se proseguire il rapporto di lavoro, che semmai parte direttamente con un contratto a tempo indeterminato” Ah ecco. Idee chiare, non c’è che dire.

Mi fa attendere in una saletta prima di chiamarmi per fare il test. Dopo qualche minuto si affaccia alla porta il fotografo/grafico dicendomi di seguirlo nella sala dei PC (???): 4 persone per 2 computer di cui uno con schermo CRT e mouse a due tasti senza nemmeno la rotellina. Risoluzione per orbi e un’aria che se ci fossi rimasta per qualche minuto in più mi sarebbero prosciugati gli occhi e appassiti i capelli. Mi fa sedere al PC con lo schermo anni ’90 chiedendomi di impaginare un determinato articolo, con due determinate foto e una pubblicità. Lo faccio, mentre Les viene a fare “il disturbatore”, gironzolando fra i PC e ribadendomi “Allora pensavi di andare dalla concorrenza?” . Gli ho spiegato realmente cosa fosse successo e perché avessi fatto quella gaffe, e lui: “Hai cominciato comunque con il piede sbagliato, lo sai?” Io annuisco e mi scuso, accennando un sorriso. Lui sorride con un fare del tipo “muaahahaha” e continua a sfoggiare il suo “potere” mettendo in imbarazzo le altre due ragazze all’altro PC (che poi ho scoperto essere due ragazze in prova per lo stesso lavoro). Nel frattempo il grafico/fotografo stampa il mio lavoro e con il foglio in mano fa: “Bene, ora porto il foglio del tuo lavoro al signor Les e lo allegheremo al tuo CV. Se sarai selezionata, ti richiameremo”.

Torno a casa sperando che non mi richiamino.

E per una volta sono contenta sia stato davvero così.

😀


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