Quella che “IO VOGLIO”…

L’appuntamento con la cliente era già fissato: il nome mi avrebbe già dovuto preannunciare ciò a cui stavo andando incontro ma non c’è mai limite al pegGIO…
In realtà avrebbe dovuto incontrare la mia collega/titolare che al momento era impegnata e mi chiede di “intrattenerla” e iniziare ad introdurle un pò il discorso…

Lei (la chiamerò Mila): età effettiva 50-60. Età che vorrebbe dimostrare 20-25. Risultato? Età apparente 70. Pantaloncino inguinale, collant neri a righe verticali vedo non vedo, camicia aperta fino a centro seno, parure degna della mia amica GDG (canale 954 di Sky, “amiche un ai lov iu grande come il mondo”, un programma favoloso condotto dalla mitica signora Unghiafina, guardatelo, “una pazzia, amiche mie”…), supertacco click clack con rimbombo per tutto il negozio, e in viso un chiaro scontro violento con trousse.

Lui (lo chiamerò Shiro): senza evidente guinzaglio fisico, ma con evidente guinzaglio morale collegato con il suo portafogli, vestito con pantalone e camicia normalissimi e una nuvola di rassegnazione sopra la testa.

La figlia (non la chiamerò, che tanto non ha mai detto nulla): presente ma assente, immersa nel suo i-coso.

“salve signora Mila!La mia collega al momento è impegnata e ci raggiungerà tra poco. Intanto possiamo iniziare a vedere qualcosa insieme se per lei va bene!Si accomodi pure. Ecco. Bene. Mi dica!Come posso aiutarla?”

Mila: “voglio questo…questo e questo…non so se mi capisci”

erbavoglioPensiero mio: allora, innanzitutto qui non mi sembra che sia il giardino del re e se mia nonna non sbaglia, quel tipo di erba cresce solo là, per cui credo abbia sbagliato porta. Seconda cosa, quel sogghigno che risponde al dubbio espresso a voce in merito al fatto che io possa o meno capire quello che desidera, può anche metterselo….in tasca. Grazie. Pensi piuttosto a spiegarsi come un essere umano e non come una rivista di arredamento letta sottosopra dal parrucchiere. Lasci perdere il livy (=living), esiup (=easy-up), ante MFS (=MDF), formalina (=Formaldeide), tortora macchiato di bianco, petrolio scolorito, ecc. Parli in italiano e vedrà come ci capiamo.

Risposta mia: sorriso 35 denti mode on “sicuramente troveremo un modo per capirci: io sono un pò dura di comprendonio effettivamente ma m’impegnerò. Per aiutarmi, ecco a lei foglio e matita così mi può far capire meglio…”

Mila sbuffando: “devo disegnare ioooo???”

Pensiero mio: senti, mia cara Joker, io non posso entrarti in testa per disegnare quello che tu pensi!O me lo spieghi e io disegno, o se pensi che io non capisco, cosa c’è di meglio che disegnarselo?

Shiro con voce flebile e sottomessa: ” Mila ma se te non descrivi come fa a disegnarlo lei? Mica può entrarti in testa!!”

Pensiero mio: Pover’uomo…sorriso 35 denti mode off

Mila mi dà indietro il foglio e dopo un luuuuuuungo sospiro : “vediamo…”

Risposta mia: sorriso 35 denti mode on “mi dica un pò com’è la sua stanza: da questo poi vedremo insieme come distribuire l’arredamento che preferisce” sorriso 35 denti mode off

Mila mi descrive il tutto imitando gestualmente ogni parola (“muro dritto” allungando una mano dritta davanti a lei, “dente” disegnando con una mano lo zig zag del muro…ecc ecc) ma almeno ci capiamo e spero di aver guadagnato un pò di stima.
Finito con la stanza, mi spiega cosa voleva riuscire a metterci dentro…e qui arriva il bello:

Mila con sguardo a mezz’asta e tono di professoressa che ti fa le domande ma tanto sa che farai scena muta: “mi devi mettere questo questo e questo…voglio che sia messo qui e qua…e lo voglio [i]deca[/i] come la parete”

Eccchelolllà

Pensiero mio: acc…stavi andando così bene!!tutto in italiese, sporcato solamente dal tono e mi cadi sul deca-pè. Cara Joker, decapè non è un colore, ma un trattamento. Tant’è che troverai scritto avorio decapè, corda decapè, tortora decapè, bianco decapè…oppure troverai il mobile decapato. Quindi io non ti dirò niente perchè non sono così velenosa, dedurrò che intendevi color panna e via così…

Mila riprende: “ah e ovviamente mi ci regali una bella lampada ad arco”

pensiero mio: E come no? ce vole pure le frecce signò? Se vole gliece regalamo pure RobinHood!

Sorvolo quest’ultima frase perchè ringraziando il cielo mi ero già alzata per andare a prendere i cataloghi per farle vedere delle soluzioni che potevano fare a caso suo, e casualmente alla sua frase è seguito una chiusura di porta “clack”…

Torno.

Mila: “ha capito signorina?”

Pensiero mio: ridaje con sto >hai capito

Risposta mia: sorriso 35 denti mode on “vediamo subito se ho capito!In questo catalogo secondo me potrà trovare delle interessanti soluzioni per lei. Ad esempio da questo lato potremmo pensare questa…”
E apro il catalogo, cercando la pagina con la foto a cui mi riferivo.
Lei mi toglie e inizia a sfogliare come vuole e con superficialità prendendo 4, 5 pagine per volta: confesso che è molto molto dura resistere a non alzarsi in piedi e andarsene ma devo rimanere e devo pure continuare a stare serena.
Respiro profondo.
Nel frattempo arriva la mia collega (che chiamerò Licia) nonchè titolare che forse per questo motivo, forse perchè è anche gnocca, fatto sta che Mila s’illumina e chiede a Licia “che mi consigli???Cosa dici?Secondo te?”

Scusa??

puffoLicia indica il catalogo che ho preso e le dice che li ci troverà sicuramente le soluzioni che potrebbero andare bene per lei, perchè è proprio il suo stile.
Magia. Ogni foto che vede diventa fantastica, la soluzione di una vita…esattamente quello che cercava.
Mila sognante: “Grazie Licia!!!”

 

Ah ma allora….

 

puffo

Mio sorriso 35 denti mode on: “Licia, allora io torno nel mio ufficio a completare gli altri lavori”
Lei annuisce con sogghigno di comprensione.

Libera!!!
Compiti per il futuro: capire come fare a piacere a questo tipo di clientela e soprattutto, imparare a saperci fare…
Ce la farò, suvvia!

op op op op

–IMPORTANTE: Nessun cliente è stato maltrattato o ferito durante questo racconto. E’e rimane solo un racconto, per condividere il punto di vista di chi sta dall’altra parte della scrivania: il cliente ha sempre ragione ma a volte questa frase viene presa un pochettino troppo in parola…ed io ci scherzo su 🙂 —


IMPORTANTE: Nessun cliente è stato maltrattato o ferito durante questo racconto. È e rimane solo un racconto, per condividere il punto di vista di chi sta dall'altra parte della scrivania: il cliente ha sempre ragione, ma a volte questa frase viene presa un pochettino troppo in parola...ed io ci scherzo su.

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